Carnet ricco di appuntamenti, quello approntato dal CRC del Banco Desio per la seconda parte dell’anno. Ai primi di agosto ecco il viaggio in Norvegia, nel quale sono state toccate un po’ tutte le località di maggior interesse: Oslo, Lillehammer, Hafjell, Alesund, Geiranger, Bergen, Hemsedal. Crociere nei fiordi di maggior impatto paesaggistico allietate da scorpacciate di salmone di diverse qualità. Spicca su tutto, però, la visita all’ipermodernissimo Museo Munch di Oslo. Edvard Munch fu attivo per più di sessant’anni, dal suo debutto negli anni ‘80 dell’Ottocento fino alla sua morte nel 1944. Fu un esponente del Simbolismo verso la fine del secolo e una figura pioneristica dell’arte espressionista degli inizi del Novecento. Un predestinato. A 17 anni aveva scritto in un diario che il suo destino sarebbe stato quello di diventare pittore. Poi un autunno/inverno con tanta cultura, in cui è il teatro a fare la parte del leone con il Teatro San Rocco di Seregno che dà il via alla sua 53ª stagione di prosa (senza tralasciare, a novembre, le mostre milanesi di Man Ray, a Palazzo Reale, e di Escher, al Mudec).
Queste le rappresentazioni messe in agenda al San Rocco: “Frà”, ovvero San Francesco, la superstar del Medioevo, monologo con accompagnamento musicale, di e con Giovanni Scifoni (24/10); “La Tigre”, con Alessandro Benvenuti e Marina Massironi, sulla pauae che tutti abbiamo e che, impossibile da nascondere, va solo accettata e gestita come meglio si può. (12/11); “Sior Todero Brontolon”, una commedia intrisa di vis comica che appare come uno spietato specchio della borghesia, scrutata con occhio attento e preciso (18/12). Nell’anno che verrà ecco “Tenente Colombo analisi di un omicidio”, godibilissimo giallo teatrale (15/01); “Plaza Suite”, con Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio, che interpretano tre diverse coppie, in tre diverse situazioni, in una stessa suite di hotel (10/02). Il sipario calerà con “Cena con sorpresa”, un testo che viaggia su un classico doppio binario, quello noto degli equivoci, indagando una realtà che fa sempre più parte della nostra vita: come reagiscono le nostre menti benpensanti alle novità che stravolgono i nostri modi di pensare e vivere? (03/03).
Ma, inutile nasconderselo, il pezzo forte del 2025 è il viaggio all’Isola di Pasqua, patrimonio Unesco dal 1995 (in programma per la fine di novembre). Il nome originale è “Rapa Nui”, che significa “grande roccia”. È situata a quasi 4.000 chilometri dalla costa del Cile ed è uno degli insediamenti abitati più isolati al mondo. Qui il mistero è di casa: il principale ruota attorno alle gigantesche statue chiamate Moai, la cui costruzione e spostamento rimangono enigmatici, come la misteriosa civiltà che li creò. Si è ipotizzato che i Moai rappresentassero antenati divinizzati o protettori dei clan, ma non si è mai scoperto con certezza il loro scopo originale. Un altro punto di domanda è rappresentato dall’antica scrittura rongorongo, incisa su tavolette, che rimane a tutt’oggi indecifrata. Chi c’è stato dice che non esiste luogo in cui ci si senta così lontani dall’uomo e da Dio.