L’accordo decennale tra la controllata di Reale Group e Banco di Desio offre alla clientela vantaggiose opportunità di protezione e investimento
Pronti, partenza, via. Entra nel vivo la partnership strategica tra Banco di Desio e Italiana Assicurazioni, compagnia appartenente a Reale Group, tra i principali gruppi assicurativi operanti in Italia e con una solida presenza internazionale (Spagna, Cile e Grecia). L’accordo prevede una collaborazione commerciale della durata di 10 anni, finalizzata a integrare e completare l’attuale offerta di prodotti di protezione nel comparto assicurativo Vita e Investimento del Desio con soluzioni innovative e competitive.
«La sinergia tra Banco Desio e Italiana Assicurazioni – spiega Roberto Bairo, Direttore Distribuzione di Italiana Assicurazioni – si basa su una perfetta complementarietà strategica, frutto di un importante lavoro sinergico, grazie alla comune attenzione per il cliente, alla vicinanza territoriale, a una governance basata in Italia e a una conoscenza approfondita del mercato di riferimento. Ci tengo però a spendere due parole sulle somiglianze che ci sono tra Italiana e il Desio. Entrambi hanno una lunga storia alle spalle, per certi versi sovrapponibile. Noi siamo nati a Milano nel 1889 come cooperativa per iniziativa di un gruppo di industriali tessili. I nostri valori mutualistici restano oggi quelli di allora: centralità della persona, responsabilità, integrità. Direi quindi che il “matrimonio” col Desio va al di là dell’aspetto di pura convenienza commerciale. Non a caso i claim “un patto per il futuro” e “una squadra al servizio dei tuoi progetti”, studiati congiuntamente dalle due realtà, rappresentano la perfetta sintesi degli obiettivi che si vogliono raggiungere».
Consulenza ad hoc per privati e aziende
«Oggi il cliente – spiega Rosalba Granieri, Responsabile Area Bancassurance del Banco Desio – si aspetta che la banca non sia solo un luogo dove depositare o investire denaro, ma un vero e proprio punto di riferimento per la gestione complessiva del proprio benessere. In questa visione si inserisce pienamente il nostro approccio di consulenza di protezione, volto a tutelare la persona e l’impresa da ogni tipo di rischio: finanziario, digitale, commerciale, demografico e ambientale, accompagnando il cliente nella costruzione di un futuro più sicuro e stabile. Il nostro modello di bancassurance coniuga prodotti di investimento assicurativo (IBIPs) e soluzioni di protezione, con l’obiettivo di seguire il cliente in ogni fase del suo percorso di vita, mantenendo sempre uno sguardo attento al contesto socio-economico di riferimento. Un esempio concreto è la collaborazione con Italiana Assicurazioni, con le soluzioni Doppia Fiducia e Top Performance, entrambe caratterizzate dal meccanismo della doppia gestione separata. Questi prodotti rispondono anche a nuove esigenze sociali, grazie all’introduzione di opzioni di rendita vitalizia, pensate per affrontare temi emergenti come l’aumento della longevità e la crescita del numero di persone sole o senza eredi diretti».
Negli ultimi decenni infatti la struttura delle famiglie è profondamente cambiata: oggi il 33,3% della popolazione vive da sola, il 18,6% è composto da coppie senza figli, e cresce la presenza di single, divorziati con figli e coppie di fatto. In un mondo che invecchia e si trasforma, la polizza vita non è più solo una forma di protezione: è un atto di autonomia, cura e continuità.
«In ambito corporate – conclude Granieri –, stiamo ampliando le soluzioni di protezione aziendale, con un approccio di post advisory mirato a individuare e gestire i rischi specifici di ciascuna impresa. Di recente, ad esempio, abbiamo lanciato la nuova copertura SpecialtyXCyber Risk, pensata per proteggere le aziende dai crescenti rischi informatici. Un attacco cyber può bloccare la produzione, compromettere i dati o danneggiare la reputazione: la nostra soluzione aiuta l’impresa a reagire tempestivamente, coprendo i costi di ripristino, la perdita di fatturato, la responsabilità verso terzi e l’assistenza legale. Attraverso la partnership con Coface, player internazionale di riferimento nella gestione del rischio credito commerciale, offriamo soluzioni di protezione del credito per difendere il fatturato e migliorare la gestione della liquidità. Il rischio di insolvenza dei clienti è una delle principali preoccupazioni delle imprese, e vogliamo fornire strumenti efficaci per affrontarlo. In conclusione come banca di prossimità vogliamo essere partner di fiducia per ogni cliente, offrendo soluzioni integrate che uniscano investimento, protezione e consulenza in modo coerente e sostenibile nel tempo».
Teoria e prassi della start-up
“Nessuno va così lontano come chi non sa dove andare”. Pare l’abbia detto, 400 anni fa, Oliver Cromwell. Sarà. Ma altrettanto spesso va lontano anche chi, pur avendone all’inizio un’idea non ben definita, sa dove andare. È il caso di Andrea Battista, che nel suo “Exit Strategy” (Luiss University Press) ha voluto raccontare la storia (a lieto fine) della start-up che ha creato. Il libro - che nonostante l’argomento trattato è tutt’altro che arido ma semmai denso di spunti filosofico-esistenziali - è stato presentato presso la sede del Banco di Desio nel corso di un incontro al quale hanno partecipato, oltre all’autore, l’A.D. del BD Alessandro Decio, Simone Ranucci Brandimarte, fondatore e presidente dell’Italian Insurtech Association e Rossella Vignoletti, CMO di Net Insurance.
Sintetica bio di Battista: ex McKinsey, dal 1996 è stabilmente una figura di spicco del panorama del bancassurance, prima nel Gruppo Cattolica e poi nel Gruppo Aviva, di cui diviene A.D. Dopo Aviva, l’operazione Eurovita, acquisizione fatta insieme al fondo di private equity J.C. Flowers (poi rivenduta a Cinven, un’operazione che vista sotto il profilo del cash on cash generato già da sola fa capire le competenze di Battista in fatto di exit strategy “buona”). Ma lui non è il genere take the money and run. Piuttosto che lasciare raddoppia. Coi proventi fonda la SPAC (un particolare meccanismo di funding) Archimede, con cui effettua il take-over di Net Insurance, da 20 anni sulla piazza nel ramo della cessione del quinto. Della “nuova” Net Insurance, che nel frattempo allarga il raggio d’azione specializzandosi nella protezione assicurativa con soluzioni agili e innovative per il mercato retail, le famiglie e le medie e piccole imprese, è amministratore delegato dall’ottobre 2018. A valle, un progetto ben preciso, derivante da un’attenta disamina del settore, il cosiddetto “Insurtech”, che ha sue specificità piuttosto complesse. A monte la seconda exit, questa addirittura più che buona, che è un po’ il focus del saggio.
Nel settembre del 2022 Poste Vita (il branch assicurativo di Poste Italiane) e IBL Banca, già azionista di Net Insurance, promuovono un’offerta pubblica di acquisto volontaria e totalitaria della compagnia, realizzatasi definitivamente qualche mese più tardi. Battista resta come azionista di minoranza. È uno che, come abbiamo detto, non contempla la fuga. Spiega: «Un’exit, direi, a somma positiva che ha aggiunto valore alla compagnia e che ha permesso di realizzare il piano industriale in essere in modo autonomo, facendo leva indirettamente anche sulla forza patrimoniale della nuova capogruppo. Accelerazione nella continuità, dunque». Soddisfatti tutti i compagni di strada di Archimede, con un ritorno finanziario sul capitale investito che supera il 20% medio annuo. D’altro canto, c’è la valorizzazione degli intangibles assets di Net Insurance: il management team, il know-how nella cessione del quinto e nella bancassurance protection.
«Ho scritto questo libro – sottolinea Battista – per offrire una guida per qualsiasi start-up e impresa che miri a trasformare un’idea in una realtà di successo, uno strumento per orientarsi nel mondo del business, tra rischi, strategie, innovazioni e scelte audaci. Se poi “Exit Strategy” riuscisse anche nel motivare a fare impresa, sarebbe davvero il massimo. Sono convinto, infatti, che risieda nella voglia, nell’apprezzamento e nella capacità diffusa di rischiare, da un lato, e fare bene il proprio lavoro, dall’altro, il fondamento primo e ineludibile della “ricchezza delle nazioni”, non nella politica fiscale o monetaria o nei grandi piani di investimento». Un messaggio quindi che va al di là degli abracadabra del lessico finanziario o del successo professionale personale. Battista cita le parole di Marchionne: “Esiste un mondo in cui le persone non lasciano che le cose accadano. Le fanno accadere. Non dimenticano i propri sogni nel cassetto, li tengono stretti in pugno. Si gettano nella mischia. Chi sceglie di abitare là è perché crede che assumersi delle responsabilità dia un significato più profondo al proprio lavoro e alla propria vita”.