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(mentre la next gen avanza)

Gavazzi e Lado. Lado e Gavazzi. Da sempre la storia del Banco Desio ruota intorno a queste due famiglie e ai loro rami. Per via di parentele incrociate, a ben vedere, la famiglia è poi una sola, per quanto allargata. Al di là dei nomi e dei cognomi, comunque, ha sempre contato lo spirito di corpo. E la vera forza del Desio è tutta qui: un’identità proprietaria ben precisa e coesa che da oltre cento anni ha caratterizzato chi ha avuto, via via, il compito di guidare il Gruppo. Due le novità emerse dall’ultima assemblea degli azionisti: Agostino Gavazzi, in consiglio di amministrazione dal 1983 e Presidente dal 2002 al 2017, assume la carica, creata ex novo, di Presidente Onorario a tempo indeterminato (restando comunque presidente della holding Brianza Unione). Pietro Lado, classe 1993, figlio dell’attuale Presidente Stefano Lado, entra invece nel Cda. Laureato in Economia e Commercio all’Università Cattolica di Milano, dopo un passaggio in Intesa Sanpaolo e cinque anni di esperienze a livello internazionale, è attualmente senior associate in EY Italia.

Un ricambio generazionale, insomma. Per Agostino Gavazzi, ingegnere elettronico, 80 anni (ma ancora oggi in forma eccellente, appassionato in passato di alpinismo e parapendio), è tempo di fare il bilancio di una vita: «Limiti anagrafici, e non solo, mi obbligano a fare un passo di lato. Attualmente il mondo bancario-finanziario, per uno della vecchia scuola come me, è diventato troppo complicato. Troppe le incombenze e le responsabilità. Incontro ancora oggi ex-dipendenti che mi dicono: ingegnere, la banca non è più quella di una volta. Rispondo: e meno male. Il mondo è cambiato e anche noi ci siamo dovuti adeguare alle nuove esigenze dei clienti, penso in particolare ai giovani. Altrimenti non saremmo più qui. Quello che non è mai cambiato è l’affiatamento tra i vari rappresentanti della proprietà, una cosa che altri ci invidiano e che rappresenta, ritengo, un plus per il Desio. Le discussioni, le frizioni e i punti di vista differenti non sono mancati, ovvio. Ma siamo sempre riusciti a mediare i dissidi. E penso in particolare all’ottimo rapporto che ho sempre avuto con Stefano Lado, al quale si deve l’idea della presidenza onoraria. Il nostro futuro? Sono molto ottimista e fiducioso, e penso che le nuove leve che stanno entrando ed entreranno nelle varie società del Gruppo sapranno far fronte alle sfide del domani».