Brescia

ripartire dopo il Covid
Brescia

Quella di Brescia è stata una delle province italiane ad aver pagato il prezzo più alto nei giorni drammatici della prima ondata dell'epidemia da Covid-19 e ad aver subìto in maniera più acuta anche la nuova ondata verificatasi nei primi mesi del 2021; una collettività colpita duramente, che ha però saputo reagire con grande impegno, prontezza e determinazione. Un contesto, quello del bresciano, che Silvio Di Lucanardo conosce molto bene pur non essendo “bresciano doc”: di origini abruzzesi, qui si è sposato, ha trascorso parte della sua carriera lavorativa e ricopre oggi il ruolo di Responsabile Area Nord-Est di Gruppo Banco Desio. “Brescia - spiega - è una realtà molto particolare: terza città industriale d’Italia e una delle province più industrializzate d’Europa, è un luogo di grande effervescenza dal punto di vista economico. Qui la dedizione al lavoro, la cultura d’impresa, la spinta all’iniziativa sono straordinarie: quasi una religione. Nonostante le notevoli difficoltà del momento, gli imprenditori si sono attivati immediatamente adeguandosi alle normative e ai protocolli, così da permettere di continuare il lavoro in sicurezza. E questo spiega come Brescia continui a esprimere tuttora delle eccellenze a livello mondiale”.
Storicamente, a rappresentare il settore trainante e identificativo dell’intera zona sono soprattutto le industrie legate alla lavorazione dell’acciaio: pentole, posateria, rubinetti, valvolame. “Attività tutte ancora molto importanti, certo - precisa Di Lucanardo - ma non solo: oltre ai metalli (il famoso tondino della Valtrompia e della Valsabbia) c’è l’agroalimentare… e, soprattutto, una grossa parte di attività riguarda la meccanica, le macchine utensili, la componentistica nell’automotive. Tipologie di manifatture estremamente evolute e sofisticate, che non a caso per oltre l’80% hanno come sbocco i mercati esteri”.
In uno scenario di questo tipo, Banco Desio ha saputo da tempo ritagliarsi un preciso ed efficace ruolo all’interno del tessuto economico: “Siamo arrivati qui nel 2000 - racconta ancora Di Lucanardo - con il progetto, che ho seguito direttamente fin dall’inizio, di aprire una filiale a Brescia: quella che rappresenta tuttora il punto di riferimento della nostra presenza in città e che si trova all’angolo tra via Verdi e piazza Vittoria, nel cuore del centro urbano. Il progetto si è poi ulteriormente sviluppato negli anni successivi, nel corso dei quali, con una squadra di colleghi, abbiamo aperto altre quattro filiali nella provincia; non moltissime dal punto di vista numerico, ma mirate strategicamente per assicurare una solida presenza nei distretti industriali di maggior rilievo: Montichiari, Chiari, Palazzolo, Rovato”
Quella di Banco Desio sul territorio bresciano è insomma una presenza ormai pienamente radicata e all’insegna della qualità; ma come si è caratterizzata l’attività in questi recenti, turbolenti mesi, e quali sono le proposte e le iniziative che la banca ha in cantiere per il prossimo futuro? “Come dicevo, la città ha reagito in modo eccezionale alla pandemia, nonostante le oggettive difficoltà che hanno reso necessario il ‘congelamento’ di alcuni progetti e iniziative. In questa fase ci siamo fortemente impegnati per essere quanto più possibile vicini alla nostra clientela (in buona parte costituita da Piccole Medie Imprese e famiglie), attraverso una serie di operazioni derivanti dal cosiddetto ‘decreto liquidità’, che ha aperto la possibilità di concedere finanziamenti garantiti da Mediocredito Centrale e SACE.
Una richiesta di liquidità funzionale a fronteggiare quelle necessità conseguenti a un improvviso calo del fatturato, che nella maggior parte dei settori è stato significativo: dell’ordine del 15, 20 o addirittura 30%. Abbiamo fatto la nostra parte, garantendo costantemente i nostri servizi in sicurezza; ma, cosa ancor più importante, intensificando la nostra relazione con la clientela, per confermare e consolidare un canale diretto di relazione, un linguaggio comune. Il tutto, ovviamente, anche grazie a un forte ricorso alla digitalizzazione, che ci ha facilitato molto il lavoro considerata l’emergenza sanitaria in atto: canali di contatto online, incontri in videoconferenza, sono stati gli strumenti che ci hanno permesso in ogni momento di mantenere al centro della nostra attività la figura del cliente e le sue esigenze. Anzi, più ancora che il cliente, sarebbe corretto dire che per noi al centro c’è la persona, il singolo individuo: rapporti diretti di conoscenza che si sono consolidati ed evoluti con gli anni, e che ci consentono di svolgere il nostro lavoro - quello di guidare i nostri interlocutori nelle scelte più corrette ed efficaci - in modo ottimale. Sono questi i concetti che ci hanno portato recentemente a rivedere tutta la nostra rete territoriale e il modello di servizi ad essa collegato, puntando a una sempre maggiore specializzazione di gestori dedicati (sia nel segmento ‘private’ che in quello ‘business’) e in grado di fornire un prodotto/servizio valido e perfettamente calibrato sulle singole esigenze. La nostra forza è proprio quella di non essere un 'ipermercato del credito', ma piuttosto una realtà di eccellenza, capace di creare un rapporto di reale vicinanza con la clientela e in cui ogni dettaglio viene curato con la massima attenzione. Un approccio, questo, che a nostro avviso è sempre valido, ma che rivela tutta la sua importanza soprattutto in momenti difficili come quelli che stiamo vivendo: solo in questo modo il cliente può sentirsi riconosciuto e compreso, e può trovare presso di noi un interlocutore in grado di consentirgli di operare con maggiore serenità”.
Che questa filosofia si sia dimostrata vincente lo dimostra l’espansione del progetto nel corso del tempo anche in Veneto, con l’apertura di ulteriori 12 filiali. “Tutte - spiega ancora Di Lucanardo - nello spirito di offrire una dimensione di banca ‘diversa’, in cui si utilizzino pienamente gli strumenti e le opportunità offerte dalla tecnologia, ma in cui si mantenga come riferimento principale il lato umano: sia nei rapporti con i clienti, sia con gli stessi collaboratori. Un approccio caratterizzante e molto apprezzato, che, stiamo constatando, ci offre molti spazi di crescita”.
Dal punto di vista pratico, quali sono le proposte principali offerte dalla banca? E quali le prospettive che si aprono per il prossimo futuro? “Per quanto riguarda le aziende e i commercianti, il 2020 e questo primo scorcio di 2021 sono stati - come è logico - all’insegna delle operazioni di finanziamento legate al decreto liquidità, in risposta alle più urgenti necessità degli imprenditori. Anche su Brescia ci poniamo come punto di riferimento di famiglie e imprese per facilitare l’accesso alle agevolazioni previste dal Superbonus 110%, puntando come sempre su semplicità, velocità e approccio proattivo. Ma c’è anche un importante lavoro che riguarda il private banking, che - proprio per le caratteristiche di vicinanza alla clientela spiegate poc’anzi - rappresenta una delle nostre specializzazioni: gestioni patrimoniali che includono anche il vasto complesso di attività consulenziali legate al mondo del risparmio gestito. Senza dimenticare l’universo dei clienti privati che trovano a disposizione, oltre ai normali servizi, anche le offerte di credito al consumo (cessione del quinto, prestiti personali) proposte da Fides, la società di Gruppo Banco Desio specializzata in questo specifico settore.
Per quanto riguarda il futuro, quello che notiamo è la grande, diffusa voglia di ripartire il prima possibile: una reazione positiva che tutti ci aspettiamo e di cui già iniziamo a percepire segnali concreti. Molte aziende, oggi, hanno stipulato operazioni di finanziamento anche a medio/lungo termine, per superare le difficoltà del periodo; e sicuramente anche per il 2021 ci saranno strascichi di momenti e situazioni problematiche; ma le energie e la volontà di riprendere sono evidenti. Infine, c’è il capitolo del risparmio, che in questa fase è cresciuto molto nelle famiglie italiane, complice il clima di paura e incertezza: si tratta di una grande massa di risorse che possono essere trasferite in prodotti capaci di offrire una maggiore redditività, come le gestioni patrimoniali. Certo, perché ciò avvenga deve innanzitutto tornare a instaurarsi un clima di fiducia; ma la voglia di tornare a una vita ‘normale’ c’è, e noi siamo come sempre al fianco dei nostri clienti per supportarli nel modo più efficace”.

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Ultima modifica 15/03/2021